The Spanish Steps, Revisited – A Temporary Exhibition

Spazio In Situ
curated by Luca Caddia e Fulvio Chimento


1.05.2025 - 1.11.2025


curated by Luca Caddia and Fulvio Chimento

in collaboration with Ella Francesca Kilgallon and Carlotta Minarelli


The Spanish Steps, Revisited, aimed at celebrating the three hundredth anniversary of the ‘Scalinata di Trinità dei Monti’ (2025-2026), is developed through two areas of study: one historical and one contemporary.

The first illustrates the events that led the Pincian slope to become the object of contention between the papacy and the French court in the Ancien Régime, showing the architectural projects and engravings of the ephemeral apparatuses on loan from the Accademia Nazionale di San Luca, the Biblioteca Apostolica Vaticana, the Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, the Biblioteca Nazionale Centrale, The Istituto Centrale per la Grafica and the Museo Civico di Bassano del Grappa.

The second is presented as an ‘update’, in the awareness that the monument conceived by Francesco De Sanctis is the result of a journey and not the only possible solution.

Inspired by the history of the area, the curators have invited contemporary artists and architects to imagine a different place, asking them: ‘If you could redesign the Spanish Steps today, how would you do them?’

The artists involved are:

Stefano Arienti, Elena Bellantoni, Elisabetta Benassi, Jeffrey Dennis, Michele Di Stefano, Margherita Morgantin, Cesare Pietroiusti, Alfredo Pirri, Spazio in situ, Patrick Tuttofuoco, T-yong Chung, and Italo Zuffi, as well as architects Roberto Einaudi, Manuel Aires Mateus, Giorgio Pasqualini and Gaia Maria Lombardo (Open House Roma). The exhibition also benefits from the collaboration of a selection of 2024-2025 Fellows from the American Academy in Rome and the British School at Rome.

INSITU 4EVER

Progetto per tappeto fotografico, stampa digitale su carta fotografica, 35×50 cm, 2025

Il progetto riflette sul rapporto tra spazio pubblico e appropriazione privata attraverso l’ideazione di un tappeto fotografico. L’immagine ritrae gli artisti di Spazio In Situ in pose ostentate, costruite per esaltare un’estetica volutamente esagerata. 

La rappresentazione richiama il legame storico della Scalinata di Trinità dei Monti con il mondo della moda e la trasformazione degli spazi iconici in immagini regolamentate da logiche di proprietà e copyright. Il tappeto, per sua natura, richiama la tradizione dell’effimero barocco, che si declina nell’azione di ribaltamento del monumento: l’immagine, con la sua natura transitoria e contemplativa, diventa calpestabile e percorribile. Il gesto si carica di significati legati alla condizione degli artisti indipendenti: la scelta di occupare simbolicamente uno spazio monumentale, nonostante i vincoli imposti dal contesto, riflette una volontà critica di riappropriazione. L’intervento esplora così il confine tra spazio pubblico e privatizzazione, tra monumentalità e consumo mediatico, mettendo in discussione la possibilità stessa di rappresentare e abitare liberamente un luogo così regolamentato.

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