Stefano Dealessandri - Axel Gouala - Gianmaria Marcaccini - Davide Rapp
curated by Spazio In Situ
15.10.25 - 15.01.26

15 Nov 2025 – 18:00
Group Show + New Space / Pigneto — 18:00
CURATED BY SPAZIO IN SITU
> [warning] noclipping out of reality
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> Le Backrooms sono stanze perdute, forse mai esistite, luoghi paralleli che abitano lo spazio web ma anche quello della memoria, come un sogno digitale collettivo: un luogo nato da internet in effetti, fatto di immagini che sembrano familiari ma disturbanti, come ricordi di luoghi che non dovrebbero esistere. Un territorio al confine tra il reale e il surreale, dove si arriva solo “uscendo dalla realtà”.
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> Da semplici fotografie inquietanti, il mito si è costruito: racconti, video virali (resi celebri da Kane Parsons) e giochi horror ne hanno tessuto la leggenda, aggiungendo livelli, entità e storie di sopravvivenza che ci invitano a esplorare l’inquietudine dell’ignoto.
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> Entrare in questa Backroom presuppone l’accettazione di un errore/glitch all’interno dello spazio che conosciamo.
Attraverso le opere di quattro artisti IN SITU intende indagare il rapporto con lo spazio, seguendo un’urgenza teorica già esplicitata in altre occasioni. Nulla è dato per scontato, lo spazio si apre e si ribalta, contraddice sé stesso e gli elementi che lo compongono.
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> Allo spettatore si chiedono due cose:
> — essere attento
> — accettare il paradosso
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> All’interno di uno scenario nonsense, extra-dimensionale, la fine può essere l’inizio, e viceversa.
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> Nulla di strano quindi se la mostra si apre con due artisti che ci portano altrove.
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> Axel Gouala lo fa guardando contemporaneamente in due direzioni, il mondo dell’ufficio e quello del viaggio, della vacanza, creando insoliti accostamenti tra gli oggetti che compongono luoghi ben connotati nel nostro immaginario. Ci si chiede a cosa serva questa strana aspirapolvere, la cui presenza solitamente dimenticabile, diventa qui imponente, metafisica.
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> Stefano Dealessandri sottolinea invece con le sue opere il desiderio di evadere in posti lontani, perfetti in quanto fittizi: giardini che rimandano a un’idea di natura imborghesita, imbrigliata in rigidi schemi voluti dall’uomo per evidenziare uno status di superiorità all’interno di un contesto sociale. Un esotismo da Aliexpress che ci porta alle domande: costa più andare in vacanza a Mallorca o acquistare 1 mq di prato sintetico Mallorca® online? Vale la pena visitare le isole paradisiache che abitano il nostro immaginario o basta vivere nell’immagine costruita da questi simboli?
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> L’ansia, l’angoscia, lo smarrimento, ma anche la quiete, il distacco, sono sentimenti comuni tra chi percorre le backrooms. Si può sentire il desiderio di rifugiarsi da qualche parte, basterebbe insomma sentirsi un po’ al sicuro per poter ricominciare a girovagare qua e là, su e giù. Ed è con questo desiderio che ci imbattiamo nell’opera di Gianmaria Marcaccini. Uno strano posto quello che ci viene offerto, ma sembra familiare, per cui ci fermiamo un po’. Ci possiamo riposare, magari mangiare qualcosa, forse anche chiudere gli occhi per qualche minuto.
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> Finalmente ecco delle scale, forse siamo vicini all’uscita.
> Davide Rapp in questo video apre spazio e tempo, con un montaggio di vie d’uscita di cui nessuna è quella giusta per noi, perché nessuna è vera, fisica, materiale. Una compilation che sembra conosciuta, nelle stanze della memoria qualcuna di queste porte sembra aprirsi per davvero, ma con la mente possiamo provare forse a scavalcare…
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> Anche solo per errore
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> [Connection established] Welcome.
>
> [System active] Send your message to contribute.
> Expand the backroom.
> […]
Questo link mette a disposizione uno spazio dedicato alla rielaborazione del testo, in cui è possibile intervenire con pensieri, riflessioni e osservazioni personali. L’atto stesso di editare assume una valenza speculativa, trasformando il testo in un campo di sperimentazione in continua evoluzione.

Spazio In Situ inaugura la nuova sede espositiva con una mostra di Stefano Dalessandri, Axel Gouala, Gianmaria Marcaccini e Davide Rapp.
La collettiva nasce come gesto inaugurale attraverso il quale si attua una riflessione sul significato stesso di spazio e sulla destinazione d’uso di quest’ultimo. In linea con il progetto In Situ, anche questo nuovo inizio si costruisce dunque in rapporto con il contesto espositivo, con opere che giocano con le tensioni spaziali del nuovo ambiente.
Gli artisti invitati sono stati chiamati a confrontarsi con una condizione duplice: da un lato, la permanenza di un’identità progettuale fortemente determinata dalla relazione con lo spazio espositivo; dall’altro, la necessità di ridefinire tale attitudine, declinandola in un contesto inedito e inesplorato.
Il tema dello spostamento diventa centrale: muovere, attraversare, superare, spostare, adattare. Le opere, di nuova o precedente produzione, sono state scelte per la loro capacità di attivare ragionamenti intorno ai molteplici aspetti che caratterizzano la nostra percezione dello spazio, creando al suo interno momenti di pausa e nuove aperture su un altrove reale o immaginario.
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