Angela Cerullo & Giorgio Bloch / Caroline von Gunten | text by Porter Ducrist, photo by Marco De Rosa

Spazio In Situ continua l’esplorazione del panorama artistico svizzero e ci invita a viaggiare attraverso i lavori di Caroline von Gunten e di Angela Cerullo & Giorgio Bloch, seconda tappa del ciclo “Gehen in den Berg spazieren”.

La mostra coinvolge lo spettatore in un universo astratto, in cui ogni oggetto è il risultato di un processo in divenire. L’installazione “Carne del possibile, Ep.2” presentata dal collettivo Angela Cerullo & Giorgio Bloch raggruppa vari manufatti eterogenei che inducono ad una libera interpretazione, aperta a nuovi significati. L’opera crea un dispositivo che immerge il pubblico all’interno di un racconto creato da forme dal quale è incitato a scrivere una propria storia. Un dispositivo complesso di contro-narrazione composto da molteplici ambienti che non sono lontani dal ricordare i setting cinematografici. L’occhio viaggia tra un segno ed un altro, soffermandosi su ogni dettaglio che compone l’installazione, trasportato in una grande sceneggiatura dalla quale non riesce ad estrarre una trama unica ed universale. Un’ interpretazione obbligata a mutare secondo gli individui che interagiscono con l’infinita potenzialità di racconti che offre il lavoro dei due artisti. Lo spettatore fisicamente mantiene il suo ruolo, messo a distanza diventa l’osservatore di quest’incredibile epopea.

Altre forme, altri dispositivi, che però continuano ad interrogare le facoltà d’interpretazione del fruitore, Caroline von Gunten presenta due lavori che ci trasportano in un vortice processuale, composto da un perpetuo dialogo tra astrazione e figurazione. Dai paesaggi che la circondano, per paesaggio s’intende ogni ambiente in cui un individuo si trova a reagire in modo passivo o attivo, l’artista estrae dettagli, gesti, immagini che disegna creando così una collezione di ricordi sfocati. L’artista diventa un osservatore fuggitivo che slitta nel reale, memorizzando e fermando il mondo contemporaneo in pittogrammi, dai quali potrà sviluppare una forma nuova. Dalle sue rappresentazioni di gesti estrapolati da ambiti completamente scollegati quali lo yoga, la televisione o il quotidiano etc. von Gunten lascia libera interpretazione a familiari e attori del panorama culturale svizzero, che nel riprodurre creano un nuovo gesto totalmente differente da quello iniziale. Nel processo la matrice diventa altro, questo vale anche per il paesaggio esposto sotto forma di scultura, un procedimento che snatura completamente l’originale per diventare una  forma astratta che somiglia ad un divano “Wohnlandschaft” (paesaggi abitabili).

Cos’era la storia originale di Angela Cerullo & Giorgio Bloch e cosa ha realmente visto Caroline von Gunten? Nessuno tra di loro non lo saprà mai, ne rimane solo finzione.

Porter Ducrist